I DOMENICA DI QUARESIMA
- (lGn 9,8-15; lPt 3, 18-22; Mc 1,12-15).
Sospinto dallo Spirito, Gesù resta nel deserto per 40 giorni, con le fiere e gli angeli, e anche con satana che lo tenta. Poi Gesù predica in Galilea: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo".
L'episodio evangelico ci porta all'inizio della vita pubblica di Gesù. Siamo condotti così all'inizio della nuova storia dell'umanità, cominciata con la venuta del Messia sulla terra, con la sua predicazione, la sua passione e morte. "Il tempo è compiuto"! Più che l'idea della fine, l'espressione suggerisce l'idea dell'inizio. È quasi l'inizio di una nuova creazione, richiamata dai termini: Deserto, Spirito, Angeli, Fiere, Satana..., che ricorrono nel brano evangelico di Marco.
· 1 / Simboli Gesù si portò "ben presto" nel deserto, come all'inizio della creazione, quando lo "Spirito" aleggiava sulla Terra "deserta", vuota e informe, e sull'abisso colmo di tenebre. Lo Spirito che, come una colomba, aveva aleggiato su di Lui, "rimanendovi", si portò con Lui nel deserto, perché divenisse fecondo e perché vi si aprisse un sentiero. S. Paolo fece la stessa riflessione, quando affermò: "Dio che disse: "Rifulga la luce dalle tenebre" (Gn 1,3), rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulse sul volto di Gesù Cristo" (2Cor 4,6). Il deserto in cui si portò Gesù è anche l'immagine della Terra rimasta spiritualmente arida fino alla venuta del Signore. La religione ebraica si era resa alquanto formalistica, e l'Israele del vero Dio era circondato dalle tenebre dei popoli pagani ed idolatri. Allora lo Spirito gettò un seme nel deserto dell'umanità, il seme Gesù, perché fiorisse. Gesù, infatti, come Verbo di Dio, ha in sé la vita. L'evangelista Marco dice che lo Spirito condusse Gesù nel deserto, intendendo con questo termine sia il deserto di Giuda che il deserto morale dell'umanità. Nel deserto di Giuda, Gesù rimase 40 giorni, tentato da satana e servito dagli angeli. Il numero quaranta è simbolico e indica la vita di un uomo. L'esperienza, dunque, di Gesù nel deserto, simboleggia l'esperienza di tutta la vita di Gesù, e della vita di ogni uomo sulla terra. Angeli e satana simboleggiano rispettivamente l'amore con cui Dio segue l'uomo, e insieme il male, le tentazioni a cui l'uomo è sottoposto ogni giorno, durante tutto il corso della vita. Come Gesù vince le tentazioni di satana, così l'uomo deve superare le proprie tentazioni, soprattutto quelle dell'avere e del potere, per essere se stesso e creatura di Dio. Quando l'uomo vive secondo la volontà di Dio, non scompaiono dalla sua vita né il male né le tentazioni, e tuttavia gli Angeli e Dio stesso "lo servono". Pensiamo ad anime sante come Padre Pio.
· 2/ La conversione Marco continua la sua narrazione dicendo: "Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo". - Che cosa è la conversione? È cambiare rotta, è inversione a U, è tornare indietro, per non continuare sulla via dell'errore, è possedere una nuova mentalità, un conformarsi al Vangelo. Convertirsi è credere al vangelo e non a satana. Convertirsi è prendere coscienza che... il tempo passa e "si compie". Convertirsi è sapere che c'è un "regno dei cieli" che si avvicina e che è "già in mezzo a noi". Può capitare che l'esperienza del "deserto" nella vita di un uomo, lo induca a convertirsi o a perdere la fede. Parliamo del deserto del dolore, della solitudine, del male in genere. Ma tale esperienza diventa negativa e distruttiva solo quando non si è mai fatta l'esperienza dell'altro deserto, quello della rinunzia a se stesso, ai piaceri, all'orgoglio, all'arrivismo, cose tutte che sono idolatria. I santi sono giunti a chiedere al Signore la sofferenza, il deserto materiale e morale: o soffrire o morire; soffrire ma non morire...! E la loro fede non è venuta meno, ma si è accresciuta di fronte al male. È proprio vero che il vento forte spegne le piccole fiamme ma alimenta le grandi! Ciascuno, oggi dovrebbe pregare così: O Signore, anche la mia anima è arida come il deserto, a causa dei molti peccati. Ma tu ami il deserto perché ti piace fecondarlo; tu ami il vuoto perché ti compiaci di riempirlo; tu tolleri il peccato perché vuoi mostrare la tua misericordia. È infatti nella debolezza che tu mostri la tua potenza. Signore, vieni, riempimi, fecondami, convertimi.
· 3/ Credere La conversione è la rinascita dell'uomo. - Credere al vangelo è la via della salvezza, poiché Gesù ha detto, al termine della sua vita terrena: "Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato". Gesù predica la conversione non nel deserto, come il Battista, ma nella Galilea e poi in tutta la Palestina, poiché il Precursore aveva già predicato a tutti la penitenza, e a tutti il Cristo propone la fede nel vangelo: "Credete in Dio e credete anche in me", dirà. Da ora, non basta più credere quanto è scritto nella Legge e nei Profeti, ma bisogna ampliare le proprie conoscenze e perfezionare alcune leggi morali, secondo i nuovi insegnamenti del Messia Gesù. Dio non è più solo uno nella natura, ma è anche trino nelle Persone. L'amore va esteso anche ai nemici. La salvezza non è riservata solo agli Israeliti, ma è per chiunque "accetta" il vangelo di Gesù. È necessario, dunque, convertirsi e credere nel vangelo, credere nella passione e morte di Cristo, credere nella sua "sovranità sugli angeli, i principati e le potestà", credere e accettare il suo battesimo "che ora salva voi", cioè chiunque lo riceve, come scrive Pietro. Cristo è il vero Noè che salva dal diluvio universale, la sua alleanza è l'ultima ed eterna, né ci sarà più diluvio sulla terra, poiché "Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti" (lPt 3,18). Nell'Antico Testamento Dio giurò: "quando apparirà l'arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza tra me e voi"; secondo l'annuncio evangelico, "l'arcobaleno" è il Cristo, che congiunge cielo e terra, e, solo guardando lui, il Padre perdona tutti i nostri peccati.
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.