IL TEMPO È COMPIUTO
III
DOMENICA DEL T.O.
(Giona 3,1-5.10; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20).
Morto il Precursore, Gesù predica la conversione perché "il regno dei cieli è vicino". Chiama poi a seguirlo Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni. Giovanni viene arrestato, e poco dopo decapitato. Con lui, muore l'ultimo profeta dell'Antico Testamento. "Il tempo è compiuto". Ne comincia un altro: il tempo del Nuovo Testamento, il tempo del "Regno di Dio", che è già "in mezzo" agli uomini con la venuta di Gesù-Messia.
o 1/ La pienezza dei tempi Concluso il tempo delle profezie, inizia il tempo delle realtà. Concluso il tempo delle promesse, comincia Il tempo del compimento delle promesse. Concluso "il tempo", comincia "la pienezza dei tempi", cioè - in qualche modo - l'eternità. E il "già e non ancora"! Finisce il tempo delle cose (beni terreni), comincia il tempo dell'uomo e dello spirito. Perciò san Paolo esorta: "Il tempo si è fatto ormai breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano come se non comprassero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero a pieno: perché passa la scena di questo mondo" (1Cor 7,29-31). Da ora in poi saranno beati non i ricchi - come i patriarchi - ma i poveri come Gesù; non i violenti, ma i miti; non coloro che ridono, ma coloro che piangono; non i crudeli, ma i misericordiosi; non gli impuri, ma i puri; non i guerrafondai, ma i pacifici; non chi perseguita, ma chi è perseguitato; non chi maledice, ma chi benedice..., come insegnano le Beatitudini evangeliche. Da ora in poi non esiste né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, poiché siamo tutti assorbiti in Cristo ("voi siete unus in Cristo Gesù", Gal 3,28); non c'è più né circoncisione né incirconcisione, né barbaro nè Scita, "ma Cristo è tutto in tutti" (Col 3,11). Bisogna cambiare mentalità e usare le cose "come se non si usassero", poiché "passa la scena di questo mondo". Il tempo è compiuto. Bisogna cercare "le cose di lassù e non quelle della terra". Usare cioè le cose di questo mondo nel modo migliore, perché possano portare frutti per la vita eterna.
o 2/ Conversione e sequela Questo, però, non è ancora il cuore del vangelo, ma spiega solo il termine "conversione", che vuol dire "cambiare rotta", cambiare mentalità. Gesù-Messia, appreso l'arresto del Battista, comincia a predicare dicendo: - il tempo è compiuto - il regno dei cieli è vicino - convertitevi - credete al vangelo. Credere al vangelo significa accettare la "buona notizia" della Nuova ed Eterna Alleanza tra Dio e gli uomini, in Cristo Gesù. Alleanza non fondata su parole, ma sul sangue di Gesù che germina "nuove creature". Il cuore del vangelo è si la conversione, ma intesa come sequela di Cristo: bisogna, dunque, lasciare gli affetti umani disordinati e seguire Gesù, subito!
o 3/ Più da vicino Tutti gli uomini sono invitati a seguire Gesù. Ma alcuni lo sono in modo speciale, ed hanno il compito di annunciare agli altri la necessità di seguirlo. Tutti gli uomini, nel nuovo tempo messianico, devono lasciarsi "pescare" da Colui che è "il Risorto", il vivo; ma alcuni sono costituiti "pescatori di uomini" per professione evangelica: sono invitati a lasciare tutto: reti e affetti legittimi. Simbolicamente, Gesù fa suoi discepoli dei "pescatori di pesci", per renderli "pescatori di uomini". Saputo, infatti, dell'arresto del Battista, Gesù "passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini". Gesù, quando sceglie gli apostoli, va a colpo sicuro. Non risulta che qualcuno dei Dodici abbia opposto resistenza, ma al contrario, lasciano "subito" le reti e lo seguono. Già nell'Antico Testamento Dio sceglieva degli uomini come Giona e li inviava a predicare la penitenza. Il protagonista della parabola di Giona, a differenza degli apostoli, oppose molta resistenza alla chiamata di Dio, fino a scappar via dalla sua presenza, intraprendere un viaggio per mare, essere ingoiato da una balena ed essere rovesciato sulla spiaggia di Ninive. Giona non la pensava come san Paolo che disse: "Guai a me se non evangelizzerò" (1 Cor 9,16). Non conosceva la profezia di Ezechiele: "se tu non parli per distogliere l'empio dalla sua condotta ed egli morirà, chiederò conto a te della sua morte" (Ez 33,8). Poi Giona andò, predicò, e "i cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo" (Gn 3,5).
o 4/ Chiamati alla salvezza Dio chiama pochi a lavorare in modo totalitario nella sua messe, chiama molti - tutti - alla salvezza e a testimoniarlo nel mondo. Se solo pochi sono quindi chiamati alla totale dedizione all'evangelizzazione, tutti i seguaci di Cristo non possono esimersi dall'evangelizzare. Ogni cristiano è per natura missionario del regno: la Chiesa è tutta missionaria. Il regno dei cieli è simile a una rete che, 2000 anni fa, Gesù-Messia gettò nel mare della storia, e insegnò ai suoi discepoli a fare lo stesso. Nella sua rete di salvezza sono invitati tutti gli uomini, nessuno escluso. '
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.