IX DOMENICA DEL T.O.
(Dt 5,12-15: 2Cor 4,6-1; Mc 2,23-3,6).
Gli apostoli strappano spighe di sabato, attirando le critiche dei farisei. Gesù li difende ricordando l'esempio di Davide che mangiò il pane del tempio, e conclude: "Il sabato è fatto per l'uomo..., e il F'iglio dell'uomo è signore anche del sabato".
Poi Gesù guarisce l'uomo dalla mano arida, e i farisei decidono di ucciderlo. Tutto il creato fu fatto per Gesù, Figlio di Dio: come il padre prepara la casa al figlio che si sposa, così Dio Padre in un certo senso creò l'universo come casa per il suo Figlio, sposo dell'umanità. Le galassie, le costellazioni, i pianeti e i satelliti, il sole e la luna, la terra coi mari e i monti, i fiumi e le foreste, gli animali, gli uomini e le cose, tutto appartiene ad un Signore che si chiama Gesù. Tutto fu fatto per lui, ed anche per mezzo di lui. Prima che diventasse uomo, il Figlio di Dio creò le cose, come per gioco: "Quando non esistevano gli abissi, io (la Sapienza) fui generata;... quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto, ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante" (Pr 8,24.30).
· 1 / Quarta dimensione Insieme con le cose, il Padre - attraverso il Verbo - creò il tempo, come quarta dimensione dello spazio. Le cose, infatti, si estendono in larghezza, lunghezza e altezza, ma si estendono anche nel tempo, in quanto hanno un presente, un passato e un futuro. Nella Bibbia non si parla della creazione del tempo, perché esso è strettamente legato all'evolversi delle cose finite. Il Verbo-creatore, incarnatosi e chiamato Gesù, è il Signore del tempo, perché è il Signore dello spazio, cioè delle cose. Il loro evolversi è il tempo; le cose non possono non evolversi. Solo Dio è immutabile.
· 2/ Il tempo è per l'uomo Gesù affermò che "il sabato è per l'uomo, e non l'uomo per il sabato". E questo perché l'uomo partecipa della regalità di Cristo. Tutto è per l'uomo, l'uomo è per Cristo e Cristo è per Dio. Il Sabato è per l'uomo. Dunque il tempo e lo spazio sono a sua disposizione per la sua perfezione e - insieme - per la gloria del Signore. Lecito e illecito dipendono da questo: lecito è ciò che perfeziona l'uomo e - insieme - glorifica Dio. Insieme! Non esiste una gloria di Dio che comporti un danno per l'uomo, poiché "la gloria di Dio è l'uomo vivente".
· 3/ Tempo e gloria di Dio Pertanto, è lecito impiegare il tempo per migliorare l'uomo, anche in giorno di festa, se va a vantaggio di Dio e dell'uomo. Di Dio e dell'uomo! Non è dunque lecito zelare l'osservanza della legge divina e cercare di uccidere l'uomo, come i farisei che, vedendo Gesù "violare" il sabato operando miracoli, "tennero consiglio contro di Lui per farlo morire". Ciò che indignava il Signore era la durezza dei loro cuori, l'insensibilità di fronte a un uomo dalla mano arida, di fronte alla sofferenza umana, pensando così di onorare Dio. Mai onora Dio chi offende l'uomo. Sempre onora Dio chi benefica l'uomo!
· 4/ No al legalismo Il legalismo spingeva i farisei a sottolineare solo alcune espressioni della legge. Il Deuteronomio ordinava infatti due cose: "Osserva il giorno di sabato / per santificarlo" (Deut 5,12); essi osservavano solo la prima parte, trascurando la seconda. Se avessero pensato al dovere di santificare il sabato, lo avrebbero santificato facendo del bene e non astenendosene. Anche il versetto seguente del Deut., diceva: "Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio". Cosa vuol dire "per il Signore"? Che bisogna dedicarlo alle opere che onorano il Signore. Come può onorare il Signore chi non fa ciò che lui farebbe? Perciò Gesù chiese: "È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?". E guarì l'uomo dalla mano inaridita, all'interno della sinagoga. E quando si tratta di fare del bene e di salvare una vita, si tratta anche della propria persona, poiché "charitas incipit ab ego", e il prossimo va amato "come se stesso". Perciò Gesù prende le difese degli apostoli che, avendo fame, strappano le spighe - di sabato - e le mangiano. Strappare le spighe per mangiarle era permesso. Ma anche di sabato? Non fanno nulla di male, dice Gesù, perché hanno fame; come fece bene Davide che mangiò i pani dell'offerta che era lecito solo ai sacerdoti di mangiare.
· 5/ Cristo e il tempo Ma in questo caso, Gesù non si appella al principio del lecito e dell'illecito, come fece per l'uomo paralizzato, concludendo che è sempre lecito fare il bene; ma si appella al principio di antropologia teologica, secondo il quale il tempo è per l'uomo e non l'uomo per il tempo, come abbiamo già detto innanzi. Si appella alla sua signoria sul tempo dicendo: "Il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato". Equivale a dire: "Se ho permesso io di strappare le spighe di sabato, nessuno ha il diritto di obiettare, neppure in nome della legge mosaica", poiché Gesù è il Signore anche di Mosè e della Legge mosaica. Ma chi credeva in questo? Allora "i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio, contro di lui per farlo morire". Cominciò la storia delle persecuzioni contro le novità del vangelo!
· 6/ Dottrina sublime Nella seconda lettera ai Corinzi, Paolo esorta i cristiani a far rifulgere la luce dalle tenebre, "per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo" (2Cor 4,6). La novità e la sublimità della dottrina di Cristo - dice Paolo - bisogna diffonderla ovunque, riconoscendo però che essa è dottrina divina, portata in fragili vasi. La Chiesa, nei suoi duemila anni di storia, ha sopportato ogni angheria, pur di difendere i diritti dell'uomo, anche contro il fanatismo e l'arroganza di molti. Già Paolo poteva scrivere: "Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi" (2Cor 4,7-10).
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.