VII DOMENICA DEL T. O.
(Is 43.18s.21s.24s; 2Cor 1,18-22; Mc 2,1-12).
A dimostrazione che "il Figlio dell'uomo ha il potere di rimettere i peccati", Gesù guarisce un paralitico in una casa di Cafarnao, essendolo stato calato davanti dal tetto. Abbiamo visto nelle domeniche scorse quanto Gesù fosse sensibile ai problemi della gente: la fame, la sete, le malattie, la lebbra... Ma abbiamo anche notato come Gesù fosse ancora più preoccupato della conversione dello spirito.
1 / Corpo o anima? Oggi, Marco ci presenta un caso emblematico dell'eccessivo impegno di un gruppo di persone per la guarigione fisica di un loro congiunto, mentre Gesù pensa prima alla guarigione dell'anima. Visto che non si poteva raggiungere la persona di Gesù, a causa della folla, coloro che portavano il paralitico sul lettuccio scoperchiarono il tetto della casa dove egli "stava annunziando la parola" e lo calarono davanti a lui. Una specie di violenza, se vogliamo! Ma Gesù comprende e scopre la "fede" in quel gesto straordinario. "Vista la loro fede, Gesù disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati". I quattro accompagnatori e il paralitico non Gli avevano chiesto questo, ma la guarigione fisica, e non avevano fatto tanto lavoro per farsi rimettere i peccati!... Ma non risposero nulla poiché ? avendo la "fede" ? compresero che Gesù voleva prima dar pace al cuore del paralitico.
· 2/ Bestemmia di Cristo? Furono altri che, volendo godersi uno spettacolo da capannone, una magia, restarono delusi, e accusarono Gesù di "pretese" nel rimettere i peccati. Un gruppetto di scribi, infatti, "seduti" in prima fila, pensarono: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?". Essi non avevano "fede" in Gesù. È vero che solo Dio può rimettere i peccati, ma è anche vero che solo Dio può operare i miracoli! Per essi, non avendo fede, era più facile dire a un paralitico: "alzati e cammina", proprio come se fosse una magia! Gesù desiderava però che quegli scribi aprissero gli occhi sulla sua identità divina e sui suoi personali poteri taumaturgici. Perciò esclama: "Affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino ? disse al paralitico ? alzati, prendi il tuo lettuccio e va a casa tua". "Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti".
· 3/ Chi non vuol credere Si convinsero quegli scribi? Chi non vuol credere, anche se vede i morti risuscitare, non crede. Ma l'evangelista Marco afferma che "tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".
· 4/ La causa di tutti
i mali L'esclamazione di Gesù "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati",
non deve indurci a pensare che quell'uomo era paralitico a causa dei suoi
peccati. Di fronte a un altro paralitico, fu chiesto a Gesù se aveva peccato
lui o i suoi genitori; Gesù rispose: "Né lui né i suoi genitori". Tutti i
mali dell'uomo dipendono dal peccato; non sempre però dai peccati personali,
ma dalla situazione di peccato in cui versa tutta l'umanità. Se tutta l'umanità
si convertisse a Dio, allontanando il regno di satana ? che è regno di odio
e di dolore ? scomparirebbero tanti mali dal mondo, perché Dio è la fonte
di ogni bene, e il suo regno è regno di amore e di pace. Ed è così che la
profezia di Isaia riportata nella prima lettura ha un senso spirituale o escatologico:
"Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche. Ecco,
faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò
nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa". Questo avverrebbe o
avverrà quando ? come dice lo stesso Isaia ? "il popolo che io ho plasmato
per me, celebrerà le mie lodi". Ma la realtà attuale qual è? "Invece tu non
mi hai invocato, o Giacobbe ? avverte il profeta ? anzi ti sei stancato di
me, o Israele. Tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con
le tue iniquità". Il più grande handicap è dunque il peccato, causa di tutti
i mali Il peccato consiste nel dire no a Dio. Ora, se Dio è vita, diciamo
no alla vita, per cui ne viene la morte. Se Dio è Sommo Bene, diciamo no al
benessere, onde ne viene ogni malessere.
Se Dio è Amore, diciamo no all'amore, per cui ci sentiamo circondati dall'odio...
Ma se imitiamo Cristo in cui, come dice san Paolo nella seconda lettura, c'è
stato sempre il sì, allora scomparirebbe ogni male e apparirebbe ogni bene
sulla terra.
· 5/ Non solo spirito Né è da pensare che Gesù ? mentre era in terra ? fosse sensibile solo ai mali dello spirito. Gesù ha voluto essere tanto vicino ai nostri mali fisici, che vi si è assoggettato lui medesimo. Gesù ha voluto soffrire ogni specie di male: psicologico (incomprensioni dagli scribi), fisico (stanchezza, fame, sete, crocifissione), spirituale (abbandono del Padre). Ma è ovvio che Gesù voglia inculcare in noi l'aspirazione verso le cose più alte, e indurci a chiedere a Dio prima le cose dello spirito, perché il resto ci viene dato in aggiunta!
· 6/ Gli altri e noi
Abbiamo sottolineato che non sempre i mali sono causati dai nostri peccati,
ma da quelli altrui: un uomo spericolato ci viene addosso con la macchina,
un sieropositivo ci infetta con sadismo, uno psicopatico spara in una scuola
elementare... Ma è anche vero che ci sono molte persone che dedicano la loro
vita al soccorso dei bisognosi. L'evangelista Marco parla di quattro persone
che si presero l'incombensa di portare il paralitico su un lettuccio da Gesù,
di scoperchiare il tetto e di calarlo davanti a Gesù.
Anche così, cioè con l'aiuto reciproco, si alleviano i mali del mondo, si
contribuisce ad allontanare il regno di satana e a istaurare il regno del
Signore.
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.