III DOMENICA DI PASQUA
(At 3,13.17-19; lGv 2,1-5; Lc 24,35-48)
La sera stessa di pasqua, Gesù appare nel cenacolo e invita i discepoli "turbati" a toccarlo: infatti "un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho"; e poi Gesù mangia del pesce arrostito. Apre poi la loro mente alla comprensione delle profezie circa la sua morte e risurrezione.
o 1 / Testimoni speciali Non c'è alcun dubbio che Gesù è risorto, perché è apparso alle donne presso il sepolcro, a Simon Pietro, agli apostoli radunati nel cenacolo, ai discepoli di Emmaus, per 40 giorni ha mangiato e bevuto coi discepoli operando miracoli come la pesca miracolosa; il giorno dell'ascensione è stato visto da 500 persone staccarsi dalla terra e salire verso il cielo. Dopo l'ascensione al cielo, apparve - seduto alla destra del Padre -a Stefano, e infine a Paolo sulla via di Damasco, tanto folgorante da accecarlo per un certo tempo. Della morte e della risurrezione di Gesù abbiamo dunque molti "testimoni". Ma Gesù definisce propriamente tali, cioè "testimoni", gli apostoli radunati nel cenacolo, dicendo: "Di questo voi siete testimoni" (Lc 24,48). Pietro ricorda frequentemente questo compito di essere "testimoni della risurrezione" (At 1,22; 2,32; 3,15), insieme con lo Spirito Santo (At 5,32), e definisce se stesso e gli altri apostoli "testimoni prescelti da Dio" (At 10, 41).
Sono testimoni speciali perché soltanto essi hanno seguito Gesù per tre anni, ne hanno ascoltato le parole e scrutato i gesti, e solo a loro il Maestro spiegava a parte il senso preciso delle sue parole. Perciò, per bocca di Giovanni, tutti loro possono garantirci e testimoniarci: "Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (...), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi" (lGv 1,1). Gli apostoli erano deboli e peccatori, ma sicuramente attenti alle parole e ai gesti del Maestro. Qualora ne sfuggiva il senso, non mancavano di chiederne la spiegazione. E quando lo Spirito Santo cominciò a "ricordare" ad essi tutto quanto avevano assimilato nei tre anni di "seminario" al seguito di Gesù, si trasformarono in "testimoni speciali" inviati a tutti gli uomini, "affinché -come scrisse Giovanni - crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate la vita nel suo nome" (Gv 20, 31).
È facile notare come le parole dette da Gesù agli apostoli nella sua prima apparizione nel cenacolo, e riferite da Luca nel brano evangelico odierno, si imprimessero bene nella mente degli apostoli, in special modo di Pietro che le ripete nel primo discorso ai giudei e proseliti accorsi presso il cenacolo il giorno di pentecoste, e così pure in seguito: o Gesù: "Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nel profeti e nei salmi" (Le 24,44). Pietro: "Tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunziarono questi giorni" (At 3,24) o Gesù: "Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno" (Lc 24,46). Pietro ai giudei: "voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato" (At 2,23s); "avete ucciso l'autore della vita; ma Dio l'ha risuscitato dai morti" (At 3,15); "essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno" (At 10,40). o Gesù: "Di questo voi siete testimoni" (Lc 24,48). Pietro: "e di questo noi siamo testimoni" (At 2,32; 3,15) o Gesù: "e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme" (Lc 24,47). Pietro: "non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (At 4,12). o Gesù: "Avete da mangiare?" (Lc 24,41). Pietro: "e volle che apparisse non a tutto il popolo ma testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la risurrezione dai morti" (At 10, 41). o 2/ Testimoni della misericordia A chi crede in Gesù risorto, nella sua lettera Giovanni promette la "comunione con noi" (la Trinità), la "gioia perfetta" (lGv. 1,3s), mentre nella prima lettura Pietro assicura la remissione dei peccati (At 4,12). Dio detesta il peccato, ma ama i peccatori, e cerca di comprendere e perdonare: San Pietro, nel primo discorso a Gerusalemme, accusa gli ebrei di aver ucciso l'"Autore della vita". Ma aggiunge: "Io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri capi. Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati" (At 3, 17.19). San Giovanni, dopo aver detto: "Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate", osserva: "Ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto" (lGv 2,1). Non deve sfuggirci un'apparente bellissima contraddizione: Gesù è nostro "avvocato", e come tale ci difenderà davanti al Padre; forse lo farà applicando non la misericordia ma la giustizia (giusto, dìkaiòn). Nel senso però che farà valere davanti al Padre la sua propria giustizia e santità, quale contrappeso ai nostri peccati. Questo, a una sola condizione: che chiediamo perdono e ci convertiamo. "Pentitevi dunque - disse san Pietro ai gerosolomitani - e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati" (At 3,19).
Gesù, apparendo agli apostoli, ricorda come già nelle antiche Scritture Dio aveva preannunciato il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme" (Lc 24, 48). Ma "a chi" è concesso il perdono? A tutti. Sempre! Non c'è peccato più grave che "uccidere l'autore della vita", e tuttavia Pietro invita a chiedere il perdono. Anche se un solo uomo fosse colpevole di tutte le iniquità commesse da Adamo ad oggi, Dio perdonerebbe. È il Signore medesimo ad offrire il perdono, e tuttavia, per un mistero oscuro, la maggioranza degli uomini preferisce vivere lontano da Dio. È difficile "convincere gli uomini di peccato"!... Più si è peccatori, più ci si crede giusti! Più si è giusti, più ci si crede peccatori e bisognosi di perdono! È un mistero, ma è così! La Madonna condusse i veggenti di Medjugorie attraverso il paradiso, il purgatorio e l'inferno. I bambini restarono scioccati nel vedere le fiamme infernali e gli uomini trasformati in bestie. La Madonna si affrettò a spiegare che quegli uomini stavano lì per loro volontà. Dio è buono e misericordioso, ma gli uomini quanto usano male il loro libero arbitrio!
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.