S. CUORE DI GESÙ
(Os 11,1.3s.8s; Ef 3,8-12.14-19; Gv 19,31-37)
Dal Cuore squarciato di Gesù sgorgò la Chiesa, sua sposa. La devozione al Cuore di Gesù è la devozione delle devozioni perché è adorazione nella fede dell'unione ipostatica.
o 1/Dio è Padre Gesù ci ha insegnato che Dio è Padre, cioè in rapporto di amore coi suoi figli: li crea e li rende suoi figli nell'Unico Figlio, li assiste "facendo piovere e sorgere il sole sui buoni e sul cattivi" (Mt 5,45).Il Cantico dei Cantici descrive l'amore dello Sposo divino con l'anima o con la Chiesa, nata dal costato di Cristo.
o 2/ Gesù è lo sposo Gesù paragona spesso se stesso con lo sposo: parabola degli amici invitati alle nozze (Mt 22,1-14), la parabola delle vergini che vanno incontro allo sposo (Mt 25,1-14), la risposta ai farisei: "possono gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?" (Mt 9,15). Già il Battista si considerò un paraninfo: "chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente (paraninfo = accanto allo sposo) e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta" (Gv 3,29). San Paolo riprende questa bella immagine quando scrive ai Corinzi: "Io provo per voi una specie di gelosia, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo" (2Cor 11,2). E agli Efesini presenta la Chiesa come sposa di Cristo: "E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gLoriosa, senza macchia nè ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata" (Ef 5,25-27).
o 3/ Il cuore Tale parola appare nella Scrittura più di mille volte, come fiori sparsi nei campi. E una "parola-sorgente", scrive Rahner. Greci e romani preferiscono parlare di mente o di anima, e neppure nel "De amicitia" Cicerone nomina il cuore, che nel linguaggio biblico indica invece tutto l'uomo e la sede privilegiata dell'incontro con Dio. Sant'Agostino rileva l'inquietudine del cuore se non riposa in Dio ("Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te" (1,1,1). L'oriente cristiano - prima dei Mille - sviluppa tutta una "mistica del cuore", che non ha uguale in occidente, nonostante il "secolo degli affetti" cistercense (sec. XII), e i secoli francescani e carmelitani. Il francescano Ubertino da Casale è il Doctor medievalis Cordis Jesu. È In occidente però che si sviluppa, in modo particolare - oltre ad una soda teologia - la devozione al Cuore di Gesù.
o 4/ Teologia del cuore La teologia cristiana insegna che il Verbo è unito alla natura umana di Gesù in una unità ipostatica, cioè personale. Gesù è una sola Persona in due nature, divina e umana. Tutto ciò che fanno le mani o i piedi o il cuore di Gesù va attribuito alla Persona divina di Gesù. Pertanto il corpo di Gesù, come la sua anima, è adorabile perché appartiene alla Persona divina di Gesù. Da quel cuore trafitto in croce sgorgò l'acqua, simbolo dello Spirito, della Chiesa o dell'uomo nuovo. La devozione al Cuore di Gesù è devozione alla Persona di Gesù e all'amore che esprime attraverso il suo cuore squarciato. Quando san Pietro Canisio bevve al costato di Cristo, avvertì "un grandioso desiderio che fiumi di fede, di speranza e di amore straripassero dal cuore di Cristo e riempissero la sua povera anima assetata di verità e carità".
o 5/ Mistica del cuore Gesù collabora attivamente a tale sviluppo, giungendo a chiedere ai santi lo "scambio" dei cuori, tra il suo cuore e quello dei santi. In senso spirituale e metaforico già Ezechiele aveva invitato a farsi "un cuore nuovo" (Ez 18,31), giungendo a dire: "vi strapperò il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne" (Ez 36,27s). Ma Matilde di Hackeborn, domenicana, sentì che Gesù le sostituì fisicamente il cuore col suo. Raimondo di Capua scrive di s. Caterina: "ad un tratto le parve che il suo Sposo le si presentasse, le aprisse il costato sinistro, le strappasse il cuore e se lo portasse via in modo che ella non lo senti più battere nel petto... Alcuni giorni dopo... si vide circondata da una luce che veniva dal cielo e in tanto splendore le apparve il Salvatore che nelle sue sacre mani portava un cuore rosso e brillante. Commossa da tale presenza e da tanto splendore, s'inchinò fino a terra. Nostro Signore si avvicinò, le apri di nuovo il costato sinistro e introdusse il cuore che aveva portato con sé, dicendole: "figlia mia carissima, l'altro giorno presi il tuo cuore; oggi ti do' il mio: da ora in poi ti servirai di questo". Dette queste parole le richiuse il petto, ma in segno del miracolo le rimase la cicatrice".
o 6/ Devozione al cuore di Gesù Dopo i grandi teologi e mistici del cuore del Due e Trecento, per circa tre secoli - e cioè fino a san Giovanni Eudes († 1680) - si parlò poco del Cuore di Gesù. Questo santo fondò e dedicò al Cuore di Gesù e al Cuore di Maria una Congregazione maschile e una femminile. La Visitandina santa Margherita Maria Alacoque († 1690) invita tutti a consacrarsi al Cuore di Gesù, per riparare alle offese e per unirsi ai suoi dolori. Ma è nel Settecento che la devozione al Cuore di Gesù esce dai conventi e diventa "popolare", tramite la predicazione di due grandi epigoni, il beato Claudio de la Colombière e l'autore della "Novena del Cuore di Gesù", sant'Alfonso Maria de' Liguori. Si diffondono così varie espressioni di questa devozione, come i primi venerdì, la consacrazione di famiglie e nazioni, l'uso dello scapolare col Cuore di Gesù, mentre nelle case si appendono immagini di Gesù col cuore fiammante. Oggi la devozione al Cuore di Gesù spinge i fedeli a meditare sull'amore sacrificale di Cristo per le anime, e li spinge a ripagare con la stessa moneta.
o 7/ Devozione delle devozioni Il cuore è la Persona, di cui esprime l'amore, la forza, l'intelligenza, la volontà... La devozione al Cuore di Gesù non può essere considerata come le altre - alla Madonna o ai santi - ma come quella che le anima tutte, poiché il cuore è il crogiuolo di ogni virtù. È infatti dall'amore che viene tutto, ed è sull'amore di Cristo che si configura ogni altro amore. La devozione al Cuore di Gesù deve condurre l'anima all'unione sponsale col Cristo e al dono totale per il prossimo, sul paradigma della passione e morte di Gesù, fino cioè alla "follia", quella della croce. Ma il Cuore suggerisce che Dio va amato allo stesso modo in cui si ama una fidanzata o il proprio sposo, e in modo sommo. Parola di san Giovanni Climaco!
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.