NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATTISTA
(Is 49,1-6; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80)
Nella nascita del Precursore risalta la presenza di Maria, madre del Messia e madre dello Sposo che fa sussultare di gioia il Paraninfo o amico dello Sposo. La "piena di grazia" e colui che è "grazia di Dio" iniziano insieme il loro cammino trionfale di donazione del Cristo al mondo. Ogni festa liturgica è festa "cristiana". In modo speciale lo è la solennità odierna, poiché oggi celebriamo la nascita del precursore di Cristo. Ma non possiamo non rilevare come, oltre alla natività di Gesù, la liturgia cattolica celebra soltanto la natività di Maria e di Giovanni Battista. Questi sono i più grandi personaggi della storia: Gesù è il Figlio di Dio: "sarà grande e sarà chiamato figlio dell'Altissimo"; Maria è la madre del Salvatore, nella quale "fece cose grandi colui che è potente"; Giovanni fu il precursore del Messia, il quale disse: "tra i nati di donna, non c'è uomo più grande di Giovanni Battista". Per Gesù si tratta di una grandezza "storica", perché della storia il Cristo è l'alfa e l'omega, il principio e la fine. La nascita del Messia divide la storia in due tronconi e inaugura l'impatto del "regno di Dio" nella storia dell'uomo. Le nascite di Maria e di Giovanni acquistano invece importanza "storica" alla luce della nascita di Gesù. Vogliamo fare del brevi rilievi sulla nascita del Precursore, rapportandola alla sublime figura di Maria.
· 1/ Storia e metastoria La grandezza "storica" di Maria e di Giovanni viene sublimata e convalidata sul piano "metastorico" e cioè spirituale. Se non fosse così, "il più piccolo nel regno del cieli" sarebbe più grande di loro, come disse Gesù. Per Gesù, infatti, anche la maternità fisica di Maria ha meno valore della maternità spirituale: "chi è mia madre e chi sono I miei fratelli? Chi fa la volontà del Padre mio è mia madre, padre, fratello, sorella" (Mt 12,48-50). La vera grandezza di Giovanni e Maria fu dunque la loro eccelsa santità e umiltà: ambedue uscirono alla luce del mondo santificati dalla grazia del Redentore, sia pure in modo essenzialmente diverso, e ambedue furono umili fino al punto di sentirsi l'una "ancella del Signore", e l'altro indegno di sciogliere persino i calzari del Signore. Ora, chi si umilia sarà esaltato, e possiamo ritenere che siano loro due a sedere "uno alla destra e uno alla sinistra" di Gesù nel regno del cieli.
o 2/ Giovanni è il suo nome Maria e Giovanni somigliano anche nelle parole dell'Arcangelo Gabriele, il quale comunicò a Zaccaria il nome da imporre a suo figlio, e chiamò Maria "kecharitomène". Sia questo termine greco, che la radice ebraica del nome Giovanni, significano "graziato" da Dio. Maria fu infatti la "piena di grazia" perché concepita immacolata, Giovanni fu riempito di grazia allorché Maria entrò nella casa di Elisabetta.
o 3/ La sposa e il paraninfo Maria è figlia, madre, sorella e sposa di Dio. Giovanni è il paraninfo. Questo termine viene dal greco parà e numfios, che insieme significano: colui che sta accanto allo sposo o "amico dello sposo". Giovanni stesso si autodefinirà così, dicendo: "chi possiede la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo" (Gv 3,29). Divenuto adulto, Giovanni spiega quindi perché egli esultò nel grembo della madre. Certo, esultò nel giorno dell'arrivo di Maria ad Ain-Karin, quando Maria gli tenne "accanto lo Sposo" per tre mesi, e per tre mesi, fino al giorno della nascita, il paraninfo "sussultò di gioia", quasi saltellando nel grembo di Elisabetta.
o 4/ Angeli dell'arca Giovanni esultò nell'ascoltare la voce di Maria, che riproduceva la voce dello Sposo-Gesù. Quanto più dovette esultare il piccolo Giovanni quando Maria lo ricevette nelle mani e l'appoggiò su quel grembo che custodiva il Bambino Gesù! Maria e Giovanni divennero allora i due angeli del coperchio dell'arca dell'alleanza!
o 5/ Spirito santo e spirito di Elia Oggi, con la nascita di Giovanni, celebriamo la "rinascita" del.profeta Elia, secondo la profezia di Malachia: "Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore, perché converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri" (Ml 3,5; Lc 1,17). Anche Gesù, interrogato dagli apostoli "perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?" rispose: "sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto"... Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista (Mt 17,10-13). "Rinascita" va segnata con le virgolette, poiché alcuni ritengono di poter fondare su questo brano evangelico la teoria reincarnazionista; ma il Battista, quando gli fu chiesto: "sei tu Elia?", rispose: "no" (Gv 1,21); e l'angelo Gabriele spiegò a Zaccaria suo padre, che il fanciullo era destinato a camminare innanzi al Messia "con lo spirito e la forza di Elia" (Lc 1,17). Di questo Elia, Eliseo chiese di avere due terzi dello spirito nel giorno del suo rapimento sul carro di fuoco; e benché giudicato "esigente", l'ottenne (1Re 2,9.15). Giovanni ebbe di Elia tutto lo spirito e tutta la forza.
o 6/ Primo veggente dello spirito Lo Spirito scese su Maria e la fecondò; ma non è detto che Maria vide lo Spirito sotto qualche forma. Giovanni sarà il primo a vedere lo Spirito sotto forma di colomba: "colui che mi mandò a battezzare con l'acqua mi disse: "Quello sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito, egli è colui che battezza nello Spirito Santo". Io ho visto e ho testimoniato che Questi è il Figlio di Dio".
o 7/ Il digiunatore e il mangione Giovanni, morti forse i genitori, dovette ben presto lasciare la casa e ritirarsi nel deserto, dove non conobbe le tenerezze materne e paterne, dove viveva nelle asperità dell'ambiente, dove vestiva di peli di cammello e si nutriva di miele selvatico. Il suo linguaggio non aveva la dolcezza e la pacatezza di Gesù. Lui e i suoi discepoli ebbero fama di digiunatori. Educato invece da Maria, Gesù cresce nella piccola casa di Nazaret, lavorando e pregando come ogni buon israelita. Veste come Maria vuole, anche con una certa eleganza, se è vero che a 33 anni indossava una tunica tessuta tutta d'un pezzo. Se era tanto forte da trascinare la croce fin sopra il Golgota, dopo una nottata di stenti, era perché Maria aveva sempre pensato a nutrirlo come si conviene. Anche per questo, Gesù accettava volentieri - durante gli anni della vita pubblica - gli inviti a pranzo, senza distinguere tra cibi leciti e cibi illeciti, perché Dio ha purificato tutto. Ma questo gli procurò il titolo di "mangione e beone". Da notare che sia il "digiunatore" che il "mangione e beone", nonché la sua beata Madre, ebbero i natali in famiglie timorate di Dio, che furono la "forma" della loro personalità gradita a Dio.
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.