VI DOMENICA DI PASQUA

(At 1O,25-27,34s,44,48; Gv15,9-17)

 

 

Gesù dichiara: "Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore..., e la vostra gioia sarà piena... Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici... Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamati amici... Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi". "Rimanete nel mio amore". Come? Osservando i comandamenti di Dio: "Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore" (Gv 14,21).

Chi osserva i comandamenti del Signore, rimane nel suo amore e diventa suo amico: "voi siete miei amici se farete ciò che io vi comando" (Gv 15,14). Quali comandamenti? Non molti, anzi uno soltanto: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati" (Gv 15,12). Gesù sottolinea: "come io vi ho amati"! La parola "amore" ha mille significati, fino a indicare il suo opposto, l'egoismo. Chi violenta una fanciulla dice di aver "fatto l'amore" con lei! L'amore inculcato e vissuto da Gesù richiama il massimo dell'altruismo: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13). Non prendere, ma dare; non violentare, ma rispettare...; amore come dono! È il Signore ad insegnarlo e per primo ce ne dà l'esempio.

o 1/ Donare la vita Non sempre ci vien richiesto di donare la vita; ma chi ama è disposto a donarla, e si prepara a questo evento. Gesù, Figlio di Dio, per amore nostro si fece uno di noi, svolse un'attività comune (il falegname), e alla fine donò la vita, perché tutti imparassimo ad amare come lui. Gesù inizia col mettersi al livello della persona amata, ne assume gli atteggiamenti e il linguaggio. A dodici pescatori disse: "Non vi chiamo più servi"; e visse in mezzo a loro "come uno che serve".

o 2/ Donare con gioia Tutto questo crea vera gioia! Gesù, nonostante tutte le umiliazioni, mai perse la sua gioia, che fu totale, perché totale fu il suo amore. Se lo seguiamo sulla via dell'amore sacrificale, avremo la stessa sua gioia: "Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena" (Gv 15,11). Tali parole, Gesù le disse poche ore prima di andare alla morte! San Paolo afferma che i frutti dello Spirito sono: la pace, la gioia..., e che "c'è più gioia nel dare che nel ricevere". Ne fa l'esperienza chi dona qualcosa, parte del suo tempo o se stesso. Amare è bello e rende belli!... Al veggenti di Medjugorje, che chiesero alla Madonna "Perché sei cosi bella?", la Madonna rispose: "Perché amo; se volete essere belli, amate anche voi".

o 3/ Amori facili, amori difficili Ci sono amori facili e amori difficili. Gli amori facili sono quelli tra fidanzati, tra genitori e figli, tra amici. Quando Gesù "ordina" di amarci, non intende riferirsi in particolare a questi, ma a quelli difficili. Egli stesso li esemplifica: amare i nemici, fare del bene a chi ci fa del male, amare chi ci odia. Forse non ci rendiamo subito conto della difficoltà di mettere in pratica gli amori "difficili". Può una madre perdonare all'uccisore della figlia? È umanamente impossibile! Ma allora Gesù non ha i piedi per terra? Cerchiamo di capire. L'uomo è come un essere a tre strati: il primo è lo strato animale. Del cane diciamo che se gli calpestano la coda, reagisce mordendo. Il secondo strato è quello razionale. Infatti, l'uomo si definisce "animale razionale". A questo livello, la madre sente istintivamente una forte reazione contro l'assassino di sua figlia. Potrebbe decidere di dare libero sfogo all'istinto; ma con quali conseguenze? L'odio non farà bene alla sua salute fisica - potrebbe morire anche lei - né alla sua salute psichica, poiché potrebbe impazzire; potrebbe pure scatenare una serie di reazioni a catena, cui assistiamo - purtroppo - tutti i giorni nelle città "più calde". La ragione, dunque, consiglia di non dare libero sfogo all'istinto di vendetta. Non vale la pena! L'istinto dell'odio è troppo basso, non degno della nobiltà dell'uomo! Il terzo strato - quello spirituale - fa dell'uomo un "cristiano". Il vero cristiano, pur disapprovando il mal fatto, pur provando acuta amarezza, pur invocando una giusta pena redentiva, dice: è meglio rivolgermi a Dio per chiedergli la forza di non odiare e la forza di pregare per la conversione dell'assassino. "Signore, fa che nel carcere egli possa incontrare un buon cappellano... Signore, trasformalo!". Se, con la grazia di Dio, l'assassino si converte, forse chiederà perdono per quello che ha fatto. Non è amore, forse, questo bloccare l'istinto dell'odio, questo pregare per la conversione dell'assassino? Non è questo, uno di quegli amori difficili ma non impossibili che Gesù comanda? Non è questo l'amore che cambia la società umana in società "civile"?

o 4/ La prima giustizia è la carità Nella prima lettura, Pietro afferma che "chiunque pratica la giustizia è accetto a Dio". Ma la prima giustizia è la carità, cioè l'amore, perché corrisponde al primo bisogno dell'uomo, ciò di cui non può fare a meno. Cosa è l'uomo senza l'amore? San Pietro e gli altri circoncisi che erano con lui, si meravigliarono che l'Amore Essenziale, lo Spirito Santo, fosse sceso sui pagani, poiché "Dio non fa preferenze di persone". Pagani o israeliti, giudei o greci, santi o peccatori, Dio è Padre di tutti. Fa piovere e brillare il sole sui buoni e sui cattivi. E così esige che facciamo anche noi, sostenuti dalla forza della sua grazia. L'amore vero comporta sofferenze e forse la morte. "Dio ci ha amato e ha mandato il suo Figlio come vittima per i nostri peccati". "L'amore viene da Dio", scrive san Giovanni. Senza l'amore di Dio, l'uomo resta allo stato brado, cioè animale. "Chiunque ama è generato da Dio, conosce Dio" ed è simile a Dio.

P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.

 

 

 

 

 

 

 

 

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