XXII DOMENICA DEL T. O.

(Dt 4,1-2,6-8; Mc 7,1-8, 14s.21-23).

 

 

Farisei e scribi chiedono a Gesù perché i suoi discepoli non osservano le tradizioni come il lavarsi le mani prima di mangiare. Gesù afferma che Dio vuole l'osservanza delle sue leggi, e che l'uomo non viene contaminato dai cibi ma dal peccato. Nel brano evangelico di oggi, Gesù vuole insegnarci in che cosa consiste il vero culto verso Dio.

o 1/ Il culto Etimologicamente parlando il termine "culto" viene da "coltivare". E come un contadino coltiva un campo curandolo, arandolo, seminandolo secondo criteri precisi, così il culto verso Dio comporta appunto pensarlo, ascoltarlo e curarne il rapporto seguendo i suoi insegnamenti. Gesù si sofferma su due "regole" che caratterizzano il vero culto a Dio: anzitutto esso deve essere fatto con il cuore e non con le labbra; poi deve essere conforme ai desideri o "comandamenti" di Dio e non alla mentalità mondana.

o 2/ Fare tutto per amore Approfondiamo il primo punto: non c'è culto verso Dio se non parte dal cuore, cioè se non è fatto per amore. Non è culto fare l'elemosina per farsi notare dagli uomini, pregare per essere elogiati, digiunare per sentirsi superiori agli altri. Chi fa questo, ha pensato a se stesso e non a Dio, e "ha già ricevuto la sua ricompensa", dice Gesù. Chi fa l'elemosina o prega o digiuna per amore di Dio, lo fa di nascosto per farsi notare soltanto da Dio, il quale, poiché vede nel segreto, dà la sua ricompensa. SI può persino pregare moltiplicando preghiere con le labbra, mentre il cuore resta lontano da Dio. In questo, Dio è come noi uomini: anche noi non vogliamo che il fidanzato o lo sposo dicano parole di amore inesistente. Preferiamo l'amore alle parole d'amore.

o 3/ Le regole dell'amore Quanto al secondo insegnamento di Gesù, il vero culto deve essere conforme ai comandamenti di Dio e non alla mentalità umana. Dio stesso ha stabilito come vuole essere onorato. Anzitutto attraverso la liturgia, in cui Dio viene lodato, esaltato, cantato con parole indicate da lui stesso nella Bibbia. E quando diciamo liturgia, ci riferiamo soprattutto all'Eucaristia, "augustissimo sacramento", in cui il Figlio di Dio è presente, e si offre al Padre in sacrificio di soave odore. Non c'è culto più alto e sublime! Poi vengono gli altri sacramenti e i sacramentali, che dal sacramento eucaristico dipendono e al quale sono ordinati. Sarebbe assurdo, quindi, trascurare l'Eucaristia, il sacramento della penitenza ecc., per andare a onorare i morti al cimitero o per dedicarsi a qualunque altra, opera "buona", ma non comandata espressamente da Dio. Se lo facessimo, Il Signore direbbe certamente: "Haec oportet facere, et illa non omittere", cioè: "queste cose fatele pure, ma senza trascurare le cose più importanti che vi ho comandato esplicitamente". Oppure, con maggior severità potrebbe dire: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma con il suo cuore è lontano da me: Invano essi mi rendono culto... Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini". Insomma, bisogna onorare Dio facendo prima quello che lui stesso ci ha comandato (Eucarista festiva, confessione frequente, esercizio della carità fraterna...) e poi le altre cose ugualmente buone ma secondarie rispetto ai gradimenti di Dio.

o 4/ Ciò che contamina Ma il brano evangelico odierno contiene anche un altro insegnamento da non dimenticare, poiché fu Gesù stesso a dire: "ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo. Sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo". E Gesù fece un elenco di tali cose che sporcano l'uomo: "prostituzioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza". Chi vuole rendere culto a Dio e onorarlo, deve prima purificare il cuore, anzi sforzarsi di non sporcarlo affatto! Andare a messa avendo il cuore pieno di quelle cose qui sopra elencate, è ben poco. Serve solo ad evitare un altro peccato e a restare in contatto col Signore e la sua Parola nonché spronarci alla conversione. Pregare senza avere almeno nostalgia di confessarsi per lavare la coscienza, non ha senso! Fare pellegrinaggi, farsi le croci, fare elemosine, col cuore imbrattato, possono solo preparare al vero incontro col Signore. Molti fedeli vanno a farsi benedire dai sacerdoti: benedire se stessi o le macchine. Ma se il sacerdote chiede: "Andate a messa di domenica?", rispondono di no. Se il sacerdote chiede: "Da quanto tempo non vi confessate?", rispondono: "Da una vita!". "Come mai?", chiede il sacerdote. "Perché non abbiamo tempo", rispondono. Il tempo per portare l'auto a benedire si è trovato, non però per andare a confessarsi! Che cosa è più importante? Dio vuole te o la tua auto? Se mandi i fiori alla fidanzata dopo un anno che non la vedi e non la chiami, li accetterà forse?

o 5/ La vera saggezza La vera saggezza consiste nell'osservare le leggi del Signore. Mosè lo dice espressamente al suo popolo: "osserverete i comandi del Signore Dio vostro.., perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza". E preciserà: "Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla". San Giacomo a sua volta ci raccomanda: "Fratelli miei carissimi... accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi... Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi"

 

P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.

 

 

 

 

 

 

 

 

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