XXI DOMENICA DEL T. O.

(Gs 24,ls;15-17s; Ef 5,21-32; Gv 6,60-69).

 

 

Molti discepoli abbandonano Gesù, scandalizzati dal discorso sul pane della vita; Gesù chiede ai Dodici: "Volete andare via anche voi?"; Pietro risponde: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".

o 1 / I dodici e i settantadue Tra la folla che lo seguiva, Gesù si era scelto 12 Apostoli e 72 Discepoli: 72 come i membri del sinedrio ebraico, 12 come le dodici tribù di Israele. Gli Apostoli erano perciò chiamati anche i "Dodici", e Gesù li curava in modo particolare, poiché li teneva sempre con sé, e ad essi chiariva in privato ciò che ad essi e alla folla era sembrato oscuro. Tra i Dodici, ce n'erano .tre, chiamati "le colonne", ed erano Pietro, Giacomo e Giovanni. Questi tre videro e sentirono cose che gli altri non videro e non sentirono. Sul Tabor, ad esempio, assistettero alla trasfigurazione di Gesù ed ascoltarono la raccomandazione del Padre: "Ascoltatelo". I Dodici si trovavano spesso di fronte a problemi apparentemente insolubili, che Gesù risolveva con assoluta facilità. Ricordiamo ad esempio quando Gesù disse: "È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli". Gli Apostoli, stupefatti, chiesero: se le cose stanno così, "chi potrà salvarsi?" Gesù rispose: "Ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio". Espressioni come questa, gli Apostoli se le saranno fissate nella mente. I Settantadue, invece, non avevano la stessa frequentazione e dimestichezza con il Maestro. Il brano evangelico di oggi ci mostra quanto questi fossero più fragili e meno disposti ad ascoltare e a credere che "ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio". Gesù aveva appena terminato il suo discorso sul "pane disceso dal cielo", e aveva appena detto: "il mio corpo è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda", quando si notò una profonda divergenza tra il modo di vedere dei Dodici e dei Settantadue.

o 2/ L'abbaglio di "molti" discepoli "Questo linguaggio è duro - dissero i "cafarnaiti" che avevano ascoltato il discorso di Gesù nella loro sinagoga - chi può intenderlo?". Tra costoro c'erano anche "molti" discepoli di Gesù, i quali "si tirarono indietro e non andavano più con lui". Questo ci fa capire quanta ragione aveva Gesù quando disse: "avrei molte altre cose da dirvi, ma per ora non ne siete capaci". Ma poteva tacere su un dono così grande come l'eucaristia? Non doveva forse istituirla, per timore di perdere alcuni dei suoi discepoli? Gesù sapeva che sarebbero rimasti "Fedeli" tutti coloro che erano stati chiamati dal Padre, e che se ne sarebbero andati gli altri. "Nessuno - infatti, disse Gesù - può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio" (6,65). Gesù fece la grande promessa, a costo di abbagliare i cecuzienti.

o 3/ La fede dei dodici Molti mormorarono contro Gesù e lo abbandonarono. Gesù si rivolse allora ai Dodici, dicendo: "Volete andare via anche voi?". Ma essi non potevano "tirarsi indietro" dopo di aver conosciuto che Gesù era "il santo di Dio", ed aver sperimentato come dalla sua bocca uscivano "parole di vita eterna". A tre di loro - alle "Colonne" - il Padre aveva gridato sul Tabor: "ascoltatelo!". E fu uno dei tre, capo del Collegio apostolico e "fondamento" della Chiesa del Signore, che prese la parola per tutti i Dodici, dicendo: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio!". A causa della fede dei Dodici, Gesù poté realizzare il "sogno impossibile" per ogni amante: quello di diventare una sola cosa con l'amato, anzi fino a trasformarsi in qualche modo nell'amato, come l'acqua che si beve e il pane che si mangia! A causa della fede dei Dodici, Gesù poté istituire l'Eucaristia, consacrandoli sacerdoti della nuova ed eterna alleanza, nell'ultima cena, dicendo: "Fate questo in memoria di me". Nell'ultima cena Gesù rispose come solo lui poteva rispondere, alla domanda: "Come potrà costui darci la sua carne da mangiare?". Ecco fatto!... "Mangiare" non certo in modo cannibalesco, ma sacramentale. I Settantadue rappresentano i "molti", la maggioranza degli uomini, che pongono troppi problemi alla infinita semplicità di Dio. I Dodici rappresentano la minoranza, il resto d'Israele, i piccoli, i semplici. La fede non consiste nel credere in Dio, ma nel credere e fidarsi del suo amore e della sua onnipotenza.

o 4/ Volete andar via anche voi? Cosa avrebbe fatto Gesù se anche i Dodici l'avessero abbandonato? Non credo che, per questo, non avrebbe istituito l'Eucaristia. Ma la domanda di Gesù - "volete andare via anche voi?" ? ci fa riflettere sull'importanza che Gesù dava al dono che Egli preparava per gli uomini. Un dono talmente irrinunciabile, che egli avrebbe piuttosto preferito rinunciare ai suoi prediletti apostoli. L'Eucaristia occupa un posto tanto centrale nella nuova economia della salvezza, che non può dirsi cristiano chi non la riceve con fede e amore. Infatti, "se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete la vita in voi". La prima lettura accenna alla drastica proposta di Giosuè agli israeliti: "scegliete oggi chi volete servire". Come gli israeliti, e come i Dodici, anche noi dobbiamo scegliere l'onnipotenza divina, che sa compiere "grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri", e ringraziarlo per il miracolo del Pane e del Vino che ci alimenta nel "viaggio" che facciamo verso l'eternità. San Paolo, nella lettera agli Efesini, raccomanda agli sposi di amare le spose "come il proprio corpo", perché "chi ama la propria sposa ama se stesso", e perché "nessuno ha mai odiato la propria carne, ma al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la sua Chiesa".

 

P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.

 

 

 

 

 

 

 

 

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