XX DOMENICA DEL T. O.
(Pr. 9,1-6; Ef 5,15-20; Gv 6,51-58).
Gesù continua il discorso sul pane della vita. All'obiezione dei giudei "Come può costui darci la sua carne da mangiare?", Gesù risponde: "Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo, non avrete in voi la vita". Tra i molti insegnamenti dati da Gesù agli uomini, tre suscitarono forti reazioni tra i suoi ascoltatori: il suo proclamarsi uguale a Dio, la sua venuta dal cielo, la promessa di dare la sua stessa carne in cibo. La prima affermazione gli procurò l'accusa di bestemmiare e lo condusse alla morte nel giro di pochi mesi. Le altre due gli fecero perdere molti seguaci, i quali dissero: "Questo linguaggio è duro. Chi potrà capirlo?", e si allontanarono da lui per sempre. Il discorso eucaristico, contenuto nei brani evangelici della XIX e della XX domenica, riporta questi insegnamenti.
o 1 / Gesù è colui che viene da Dio Senza questa premessa, non è possibile nessun discorso eucaristico. Se infatti Gesù non è il Figlio di Dio, la sua carne è soltanto la carne di un uomo; e se non è Dio, non può operare un miracolo così strepitoso da darla in cibo agli uomini. Solo Gesù ha visto il Padre, solo Gesù viene dal Padre, solo Gesù è stato mandato dal Padre per donare la vita eterna agli uomini. La vita eterna è questa: credere in Dio e in colui che Dio ha mandato: "Chi crede ha la vita eterna". Un giorno, Gesù chiese: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio, per quale di queste mi volete lapidare?". Risposero: "Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia, e perché tu che sei uomo ti fai Dio" (Gv 10,32s). Chi non credette nella divinità di Gesù, non credette neanche nelle sue opere, dicendole fatte con l'aiuto del principe dei demoni. Per questo, anche la più grande opera buona, l'Eucaristia - dono per eccellenza - non è accettata da chi non crede nella sua divinità.
o 2/ Il pane disceso dal cielo Gesù afferma chiaramente: "Io sono il pane vivo disceso dal cielo". L'espressione richiama l'affermazione di Giovanni: "Il Verbo si fece carne e abitò in mezzo a noi" (Gv 1,4). E ricorda le parole dell'arcangelo Gabriele alla Vergine: "Nulla è impossibile a Dio". Nel vangelo di Giovanni è importante specificare la provenienza di Gesù: il pothen - da dove? - risuona varie volte nel quarto vangelo; ad esempio: "Io so da dove sono venuto e dove vado. Ma voi non sapete da dove vengo né dove vado". La gente stessa riconosceva: "non sappiamo da dove viene". Anche Pilato gli chiederà: "Da dove vieni?", per dirgli: "Chi sei?". Proprio perché i giudei non sapevano "da dove" era venuto Gesù, non ne conoscevano la natura divina e i poteri soprannaturali!
o 3/ La carne da mangiare Gesù dice chiaramente e senza mezzi termini: "La mia carne è veramente cibo e il mio sangue vera bevanda" (6,55). Non c'è alcun dubbio: Gesù - Figlio di Dio, al quale nulla è impossibile - darà la sua carne in cibo e il suo sangue in bevanda, "veramente", non simbolicamente. L'Invisibile si rese visibile, l'Intoccabile divenne toccabile, e Giovanni dirà: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita.., noi l'annunziamo a voi" (1 Gv 1,1-3). Per il discepolo Giovanni, la carne, i sensi, ebbero un ruolo importante nella vita di Gesù e nell'esperienza degli apostoli. Gesù carezzava i bambini e toccava gli ammalati, fissava tutti coi suoi occhi, permetteva anche di farsi toccare e guardare: "Tutti ti toccano", gli dissero un giorno gli apostoli. La Maddalena gli toccò i piedi e il capo, Giovanni stesso gli posò il capo sul petto nell'ultima cena. "Un fantasma non ha carne ed ossa come vedete che io ho", disse da Risorto. Mancava una sola cosa, il poter dire ,e scrivere: "Tutti ti mangiano". E Gesù rese possibile anche questo, nell'Ultima Cena, e in tutti i secoli in sua memoria.
o 4/ Nutrimento necessario Gesù va oltre, ribadendo l'importanza di mangiare la sua carne e di bere il suo sangue. Lo afferma in positivo, dicendo: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna", e in negativo e con duplice giuramento: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete la vita in voi". L'Eucaristia è un dono, e dono irrinunciabile! L'Eucaristia è l'augustissimo sacramento al quale tutti gli altri sono ordinati: il battesimo ci rende bambini del regno, che crescono solo nutrendosi del pane eucaristico; la cresima ci rende coraggiosi testimoni, o - come si diceva un tempo - soldati di Cristo, a condizione che assumiamo il necessario nutrimento eucaristico, che dà la forza e ci sostenta...
o 5/ Seme di immortalità A chi mangia la sua carne e beve il suo sangue, Gesù promette la vita eterna e la risurrezione finale: "lo risusciterò nell'ultimo giorno". Secondo il linguaggio biblico nel giardino dell'Eden c'era l'albero della vita. Dopo il peccato, Dio scacciò I progenitori dall'Eden perché non ne mangiassero e non diventassero immortali come lui, essendo stati ribelli. Ma quando il genere umano è riscattato dal peccato, lo stesso Figlio ci offre la caparra dell'immortalità, il Corpo eucaristico e il Sangue che inebria di Spirito Santo. Gesù disse: "Io sono la vite e voi siete i tralci". Diventiamo tralci del Corpo mistico di Cristo attraverso il battesimo; ma senza l'Eucaristia il tralcio non vive bene. Gesù dice: "chi mangia di me vivrà per me". Nella lettera agli Efesini, san Paolo li esorta a non essere così stolti da ubriacarsi del vino "che porta alla sfrenatezza", ma ad essere così saggi da riempirsi di Spirito Santo, che dà pace e gioia, unifica i cuori e li fa cantare "salmi, inni e cantici spirituali". Anche l'autore del Proverbi esorta chi vuol vivere a non essere stolto: "Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate per la via dell'intelligenza".
o 6/ La casa della sapienza L'autore dei Proverbi afferma: "La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne, ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola". Gesù nel Vangelo identifica se stesso con la Sapienza; è lui che si è costruito una casa,. e la casa è lui stesso: rifugio per ogni uomo che lo ama e vuol nutrirsi della sua carne e del suo sangue. Dice infatti Gesù: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui". Se è vero che la Chiesa fa l'Eucaristia, è vero anche che l'Eucaristia fa la Chiesa, cioè la Casa che la Sapienza di Dio ha voluto costruirsi.
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.