PENTECOSTE
(At 2,1-11; Gal 5,16-25; Gv 15,26s;16,12-15)
Nasce la Chiesa, il nuovo popolo di Dio, sotto l'azione dello Spirito che prende a guidarla alla verità tutta intera, attingendo dal Figlio. La Pentecoste rinvia il nostro pensiero ripetutamente al Cenacolo e persino al Paradiso terrestre.. Il Cenacolo di Gerusalemme fu come il nuovo Eden, in cui l'Uomo nuovo fu concepito e nacque, divenne adulto e fecondo di opere soprannaturali.
o 1/ Concepimento Anzitutto, nel Cenacolo - il giovedì santo - venne concepito il primo nucleo della Chiesa-Corpo di Cristo, con la istituzione dell'Eucaristia. Quando viene concepito un uomo nel grembo di una donna, il primo organo a formarsi è il cuore, il quale col suo pulsare fa si che si formino tutte le altre membra del corpo. Ciò che si verifica per il corpo fisico avvenne anche per il corpo mistico di Cristo. Il Cenacolo addobbato a festa, al piano elevato di un palazzo di un amico di Gesù, fu come il "grembo" in cui, proprio nella notte in cui fu tradito, Gesù "avendo amato i suoi, li amò fino alla fine", istituì l'Eucaristia. Resi "unus" (GaI 3,28) da quel Pane disceso dal cielo, gli Undici costituirono il "Cuore" della Chiesa nascente.
o 2/ Sviluppo La preghiera e il caldo del cuore di Maria fanno crescere gli Undici rapidamente. Con lei, essi "erano assidui nella preghiera e nella frazione del pane" (At 2,42). Sempre lì, nel Cenacolo. E in quel Cenacolo - il giorno di Pasqua - si presenta il Risorto, colui per mezzo del quale scaturisce la vera vita. Colui che - all'inizio dei tempi - soffiando nelle narici di Adamo, da statua di creta lo rese uomo, entrò nel Cenacolo a porte chiuse e, come scrive Giovanni, "alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo"". Proprio come nell'Eden. Il Corpo mistico di Cristo, ricevendo il soffio dello Spirito emesso dalla bocca di Cristo, ebbe un'"anima propria". Senza lo Spirito, quel Corpo sarebbe stato senz'anima.
o 3/ Fecondità spirituale Al 5Oesimo giorno sboccia la primavera. Come la vita - d'inverno -restata nascosta nel tronco degli alberi e nei semi della terra, improvvisamente "scoppia" a primavera in gemme, fiori e frutti, così la Vita alitata da Gesù a Pasqua, "scoppia" nella primavera di Pentecoste. Gli Undici, scossi dal vento impetuoso dello Spirito, si sentono vivificati e rianimati, escono dal "grembo" del Cenacolo e corrono a cogliere i primi frutti della copiosa redenzione di Cristo. Tremila ebrei e proseliti, cretesi e arabi, parti, medi ed elamiti, chiedono di aderire a Cristo ricevendone il battesimo. Da allora lo Spirito sarà la memoria della Chiesa, il Maestro interiore, il testimone nascosto, la forza del martiri, il candore delle vergini, la sapienza dei santi, la scienza dei dottori, l'anima del Corpo mistico di Cristo. Sotto l'azione dello Spirito, il Corpo mistico - in duemila anni - si è sviluppato in varie membra, che, alimentate e animate da un solo Spirito, sono arricchite di propri carismi, ministeri e operazioni: "a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune" (lCor 12,7). Così, battezzati in un solo Spirito, "giudei o greci, schiavi o liberi", formiamo un solo corpo (lCor, 12,13).
o 4/ Il dono delle lingue Momento magico per tutti i genitori è quello in cui sentono balbettare il proprio nome dal bambino cui hanno dato la vita. La parola distingue la statua e l'animale dall'uomo. La parola è la caratteristica del Dio Padre Creatore e Provvido: come "parola" genera il Verbo, con la parola crea l'universo, con la parola tiene in vita ogni cosa, in special modo l'uomo, che vive di "ogni parola che esce dalla bocca di Dio". La Parola è il Principio di tutto: "in principio era la Parola", dice Giovanni. Per questo la storia della Chiesa inizia col dono delle lingue, nel giorno di Pentecoste. E con la parola della predicazione si svilupperà la Chiesa nei secoli. Il parlare in lingue fu il segno della pienezza dello Spirito: Egli riempì prima il cenacolo: "venne dal cielo un rombo improvviso, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano" (At 2,2); poi riempì gli apostoli: "essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi" (At 2,4); ora tende a riempire tutto l'universo, attraverso la Parola degli apostoli di Gesù, che annunciano "le grandi opere" del Signore. L'opera più grande è pronunziare con le labbra il nome di Gesù, riconoscendolo come unico Signore e Re dell'universo. E questo non può avvenire senza la forza dello Spirito: "nessuno può dire "Gesù è il Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo" (1 Cor 12,3).
o 5/ Il consolatore Il Corpo mistico di Gesù sarà pienamente radioso in cielo. Sulla terra deve realizzare il mistero della morte e risurrezione di Cristo. Le membra sono sofferenti ed hanno bisogno dello Spirito, "Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo". La pace augurata agli apostoli da Gesù risorto nel cenacolo è il più grande bene dell'anima, che può essere però perduto facilmente a causa del peccato. Il peccato sporca, inaridisce e uccide l'anima. Gesù risorto provvide con la medicina del perdono, ordinando ai suoi apostoli: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20,23). La pace torna nell'anima col perdono di Gesù e col dono dello Spirito, che "lava ciò ch'è sordido, scalda ciò ch'è gelido, drizza ciò ch'è sviato".
P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.