TRASFIGURAZIONE

(Dn 7,9s.13s; 2Pt 1,16-19; Mc 9,2-10).

 

 

Pietro, Giacomo e Giovanni assistono al fenomeno straordinario della trasfigurazione di Gesù. Sono tre privilegiati, che poi racconteranno la loro esperienza per nostra utilità spirituale.

o 1 / I privilegiati Con poche differenze tra loro, i sinottici narrano l'episodio della trasfigurazione, collocandolo dopo la confessione di Pietro e dopo il primo annuncio della passione. L'episodio inizia con la scelta di tre apostoli, che Gesù invita a salire con lui la montagna del Tabor. Dopo aver scelto i Dodici, dunque, Gesù opera una seconda selezione tra loro. I prescelti saranno testimoni privilegiati di alcuni momenti suggestivi della vita di Cristo, come la trasfigurazione e il sudore di sangue nell'orto degli ulivi. I tre prescelti sono: Pietro, capo del collegio apostolico, Giovanni, il discepolo prediletto, e Giacomo suo fratello. Non a tutti, quindi - neppure ai Dodici - è dato di fruire allo stesso modo dell'intimità del Cristo. Egli distribuisce i suoi doni a ciascuno secondo i suoi imperscrutabili disegni. Tutti però siamo chiamati a godere della sua gloria in cielo!

o 2/ La luce e la nube Quando si sale su un alto monte, l'aria si fa più limpida e pura. La luce del sole appare più chiara. I colori delle corolle dei fiori più fulgenti. Sul Tabor, a questi spettacoli naturali si aggiunse - quel giorno - una serie di spettacoli soprannaturali: le vesti e il volto di Gesù brillano come il sole, una nube avvolge la vetta, Elia e Mosè parlano con Cristo, la voce del Padre risuona dalla nube. Pietro, di temperamento sanguigno e di carattere impulsivo, non resiste, e proferisce parole che hanno lo scopo di temperare lo spavento che ha preso lui e gli altri apostoli.

o 3/ È bello per noi L'Epifania trinitaria - la luce del Figlio, la voce del Padre, la nube dello Spirito - e il ritorno glorioso degli epigoni della religiosità ebraica, rappresentanti la Legge e i Profeti - creò un'atmosfera paradisiaca intorno ai tre apostoli, che ebbero un anticipo della felicità celeste. Da allora la "bellezza" entra nel DNA della Chiesa, che ne farà strumento privilegiato di catechesi, per invitare tutti a mettersi al seguito del "Bel Pastore" (o' poimèn o' kalòs). E "la bellezza salverà il mondo", ha scritto Dostojevski.

o 4/ Tre tende Quando lo spirito dell'uomo gode in pienezza, svaniscono le pesantezze del corpo e le sofferenze della precarietà umana. Pietro vuol fare tre tende, specificando "una per te, una per Mosè e una per Elia"; non quindi "una per Pietro, una per Giacomo e una per Giovanni". Ma i primi tre non ne avevano bisogno; perciò Marco annota che Pietro "non sapeva quel che diceva".

o 5/ Il figlio prediletto Il personaggio centrale della scena del Tabor è senza dubbio Gesù: è lui che vi conduce i discepoli, è lui che si trasfigura, è per lui che vengono Elia e Mosè, per lui viene la nube e parla il Padre. Pietro aveva riconosciuto in Gesù "Il Cristo, il Figlio del Dio vivente". L'espressione contiene un tocco veterotestamentario. Il termine "vivente", infatti, richiama il nome ebraico di JHWH come Colui che è, colui che esiste, colui che vive. Qui sul Tabor il Padre si presenta come "Amante", e presenta il Figlio come "Amato", e c'è lo Spirito che è "Amore", L'ordine del Padre "ascoltatelo" significa soprattutto: accettate il suo "comandamento nuovo" e il nuovo nome di Dio: egli è Padre-che-ama. Egli ama il Figlio e chiunque si innesta in lui.

o 6/ Scendere dal monte Se la salita al monte Tabor aveva significato il godimento di uno spettacolo incantevole, la discesa viene accompagnata da un'ombra, dal ritorno alla normalità. Tutto ciò significa che sulla terra non si può restare a lungo nell'ebbrezza delle alte vette, ma bisogna rassegnarsi a tornare alla quotidianità, fino al giorno in cui il Tabor diventerà il Paradiso, e la luce del volto di Cristo risplenderà in eterno, su tutti coloro che, come Pietro, lo hanno riconosciuto "Figlio di Dio", come Giovanni e Pietro lo hanno amato, come Giacomo, Giovanni e Pietro lo hanno seguito, sia nel salire che nel discendere.

o 7/ Morte e Risurrezione La discesa dal monte fu segnata da una nota scordata: il riferimento alla morte, anche se seguita dalla risurrezione. Gesù ordinò ai tre di "non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti". Quell'uomo - trasformatosi in "globo solare" - dovrà dunque spegnersi? Giustamente i tre si domandavano "che cosa volesse dire risuscitare dai morti". La morte e la risurrezione racchiudono tutto il mistero di Gesù e il mistero della vita dell'uomo. Per salire sul monte bisogna affaticarsi, per produrre frutti bisogna donarsi, per ricevere un premio bisogna meritarlo. Ecco svelato il mistero del Tabor e il mistero della morte e risurrezione del Cristo, e della morte e risurrezione dell'uomo!

o 8/ Conclusione Miliardi di uomini seguono - ancora oggi - fedi che sono più teorie indimostrabili che proposte rivelate dall'alto. Gesù diede del segni straordinari agli apostoli e a tutta l'umanità: si fece preannunziare dal profeti, nacque in maniera portentosa, visse il totale adempimento delle profezie, operò miracoli inauditi sulle persone e sulle cose, si trasfigurò e si fece uccidere per dimostrare che la sua luce interiore non si poteva spegnere. Gesù è l'unico fondatore di religione degno di fede, perché ancora oggi è vivo nella sua Chiesa e operante miracoli attraverso i suoi santi. Il Padre gli ha dato testimonianza, chiamandolo suo Figlio e raccomandando di ascoltarlo. Ascoltiamolo, dunque! Non è possibile dimenticare ciò che Cristo ha fatto per noi, e come ci abbia acquistati a caro prezzo. Nella sua prima lettera, Pietro ricorda: "Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo" (lPt 1,18). E il libro del Deuteronomio raccomanda: "Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni, con coloro che l'amano e osservano i suoi comandamenti" (Dn 7,9).

 

 

P.Fiorenzo Mastroianni, O.F.M.Cap.

 

 

 

 

 

 

 

 

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